16. CIRCUITO COLLE SUGHERO

sughero

Circuito ad anello con partenza dalla Chiesa S. Pietro Apostolo in Pianillo, che si inerpica lungo un'antica mulattiera fino a raggiungere l'incrocio con via Cavallo. proseguire la carrabile verso sinistra  fino a raggiungere, in località Selva Carbone,  il sentiero 5 e proseguire per Crocelle, Colle Sughero e Colle Sant'Angelo, da cui si apre uno scenario suggestivo sul Golfo di Napoli.

promem

 

 

• lunghezza: 6,5 Km 

• tempo di percorrenza: 3 h 

• punto di partenza: via Roma, Pianillo


15. ANELLO DEL PENISE

penise

Circuito ad anello che inizia nei pressi del Palazzetto dello Sport e costeggia il corso del Fiume Penise in una vallata verdeggiante tra selve di castagno. Lungo il percorso si incontrano belle case rupestri che aprono il sentiero fino ai ruderi di un'antica polveriera borbonica. Una piacevole passeggiata che conduce fino al letto del Penise


promem

 

 

• Lunghezza 3 Km 

Tempo di percorrenza: 1 h 

• Punto di partenza: via Inserrata


14. MARINA DI PRAIA

Una piacevolissima escursione in discesa, che attraversa una quiete vallata, ricca di vegetazione mediterranea, per giungere nella pittoresca baia tra falesie di Marina di Praia, magari per un bagno o una degustazione di pesce.

 

DA BOMERANO ALLA MARINA DI PRAIA

Informazioni sul percorso
Il punto d'inizio di questo percorso si trova lungo il Sentiero n. 12.
Da p.za Capasso (Bomerano) si imbocca via Pennino e percorsi 300 m, in corrispondenza di alcuni gradoni pietra, si svolta a sinistra, in direzione del sentiero Pennino. Imboccate le scalinate, si seguono le numerose indicazioni in legno poste sul percorso che, dopo 500 m circa in discesa, costeggiando il fiume Pennino, conducono ai piedi della Grotta di S. Barbara. Qui inizia il Sentiero n. 14. Appena superata la grotta, si incontra un incrocio, che si imbocca a destra, proseguendo sulla stretta rampa di scale, in discesa.
Si percorre quindi un primo tratto che alterna scale a pista su pietraia, fino a giungere dopo circa 500 m ad un incrocio, al di sotto di una casa abbandonata. Si continua nella discesa per altri 700 m circa, fino a giungere ad un altro incrocio. Si prosegue nella discesa, tenendo la destra e, giunti sulla rotabile, la si attraversa per imboccare le scale al di sotto della strada, che conducono al ponte della Marina della Praia.

 

Informazioni su valori e punti di interesse
Questo percorso ricalca sostanzialmente la mulattiera medievale che ha congiunto Agerola a Praiano fino all'apertura della rotabile Bomerano - Amalfi (1935). Ma già nella tarda preistoria (vedi reperti archeologici al Museo Civico di Agerola) questa discesa all'approdo di Praia dovette essere vitale per gli scambi commerciali dei pastori, che popolavano l'altipiano agerolese.
Percorso un primo tratto, ci si presenta davanti l'alta rupe rosata nella quale si aprono varie cavità, tra le quali la Grotta di S. Barbara (con resti di edifici sacri del X-XI secolo; vedi Sentiero 12). Si avverte che la salita alle grotte più in alto è pericolosa ed è riservata a bravi arrampicatori.
Nel lasciare il Sentiero 12 per scendere nel fondovalle, si notano sia delle macerine (muraglie a secco) che dei gradoni, che stupiscono per le grandi dimensioni e la forte usura dei blocchi che si usarono per costruirli.
Il lungo tratto che divaga sui fianchi del Vallone Praia, mostra tutti i mutevoli aspetti della vegetazione che caratterizza le pendici medio-basse della Costiera, dominata da sclerofille sempreverdi e spesso odorose. Intanto si ammirano, in alto, le rupi sommitali del M. Tre Calli e, in basso, la stretta gola terminale della vallata, con a fianco la medievale torre di guardia detta Sciola. Come il cosiddetto "fiordo" di Furore, la Marina di Praia è una "ria", cioè una gola scavata dall'acqua incanalata (non da un ghiacciaio, come nei veri fiordi) e poi sommersa parzialmente dal mare per una risalita del suo livello. Gli appassionati di Geologia potranno osservare, nella parete rocciosa ad Est della spiaggia, le faglie che spaccarono la roccia quando nacque, per sprofondamento, il Golfo di Salerno... ma senza togliere troppo tempo al godimento estetico di questo caratteristico angolo della Divina Costiera!

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promem

 

 

• Lunghezza: 2 Km 

• Tempo di percorrenza: 2 h 

• Punto di partenza: Piazza Paolo Capasso, Bomerano

 


13. FIORDO DI FURORE

Una variante del Sentiero 12 che, per gradinate e stradine, attraversa lo sparso abitato di Furore e giunge al suo "fiordo", per ammirarne la bellezza naturale e per visitarne il caratteristico borgo marinaro e gli antichi opifici ad acqua.

 

Informazioni sul percorso
Percorrendo il Sentiero 12, o da Bomerano o da S.Lazzaro, giunti all'incrocio via Lamaro – Provinciale Agerola Amalfi, si prende la gradinata che porta alla Chiesa di S. Michele; lungo il percorso si interseca più volte la Provinciale. Si segue la gradinata fino a località le Porpore, si interseca la rotabile e, presso la spalla Ovest del ponte sul "fiordo" di Furore, si prende la gradinata che scende alla spiaggia che è al suo fondo (Marina di Furore).
Per il rientro ad Agerola ci si può avvalere delle corse SITA per Amalfi e, qui giunti, di quelle per Agerola.

 

Informazioni su valori e punti di interesse
Lungo la discesa attraverso Furore si cammina tra campi terrazzati, per lo più a vigna e a limoneto, strappati con tenacia alla ripida orografia del luogo. Qua e là si presentano esempi della tipica architettura amalfitana (case con loggiati a fornice e con coperture a volte estradossate), mentre si ammira il promontorio del Capo di Conca e la sagoma del Cilento al di là del Golfo. Superata il casale Porpora e avviandosi a scendere nella profonda e stretta gola terminale del Rio Penise, si comprende perché fu battezzata Schiato; termine di origine greca (da skiatos) che significa frattura, confine. Le sue pareti a picco la fanno sembrare davvero uno spacco dovuto a un improvviso movimento tettonico (mentre, in effetti, è frutto di lenta erosione fluviale; in passato rappresentava davvero un confine invalicabile prima che l'ardito ponte della Statale costiera riunisse le opposte sponde.
Le ultime rampe di scale, prima di giungere al fondo, passano nel suggestivo borgo marinaro di Marina Furoris, che incanta per le linee semplici ma eleganti delle varie casette, nonché per il modo in cui esse si accostano una all'altra; quasi "accucciate" nell'angusto spazio che qui offriva la roccia. A due passi dalle case vi è la battigia; penetrata nella gola a seguito del sollevamento del livello marino, avutosi dopo l'ultima glaciazione. Inoltrandosi verso terra, infine, si possono visitare la cappella rupestre di S. Caterina d'Alessandria, protettrice dei mugnai e gli antichi opifici ad acqua (tre mulini e due cartiere), che sono stati da poco restaurati e musealizzati.

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• Lunghezza: 1,5 Km 

• Tempo di percorrenza: 1 h 

• Punti di partenza: Piazza Generale Avitabile, S. Lazzaro o        Piazza Paolo Capasso, Bomerano

 

 






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